Draghi estende il QE: EUR/USD sotto la parità? I benefici per l’Eurozona

La ripresa economica in Europa avanza con passo “moderato, ma costante”. Così il presidente della BCE Mario Draghi ha sottolineato l’importanza del Quantitative Easing e annunciato la possibilità che il piano prosegua ben oltre marzo 2017.

Il QE, il programma di alleggerimento quantitativo da 80 miliardi di euro al mese avviato nel 2014, potrebbe essere esteso oltre la sua scadenza per accompagnare la ripresa economica dell’Eurozona: quali effetti sono attesi per l’economia europea e per il cambio euro-dollaro?

Il supporto del QE di Draghi alla ripresa nell’area-euro

Ci sono voluti sette anni e mezzo, ma l’economia dell’Eurozona ha finalmente raggiunto i livelli pre-crisi e in questo ha svolto sicuramente un ruolo chiave la forte politica di Mario Draghi: il presidente della Banca Centrale Europea ha ribadito l’importanza del QE nel risanare il settore bancario e quindi nel ridar vita al credito, oltre che nello stimolare l’economia, dapprima irrobustendo l’export e poi alimentando l’inflazione grazie al miglioramento della domanda interna.

La ripresa continua con passo moderato, ma costante. Ma non possiamo abbassare la guardia.

I benefici del QE sul cambio euro-dollaro

Nel maggio 2014 il cambio euro-dollaro toccava la quotazione di 1.3998, nel corso di quell’anno il prezzo dell’euro ha continuato incessantemente a perdere quota fino a toccare, nel marzo 2015, la quotazione di 1.0415. Un crollo del 25% che, per l’economia dell’Eurozona e per il suo export, si è tradotto in un aiuto davvero grande.

Da quel momento il cambio euro-dollaro (EUR/USD) ha attraversato una lunga fase laterale, in equilibrio nel range compreso tra 1.0575 e 1.1450, ma la possibilità che il QE venga prolungato ulteriormente fino a data da destinarsi, nonostante le proteste tedesche, potrebbe dare l’avvio ad una nuova grande fase ribassista e portare in direzione della parità. L’annuncio da parte della BCE è atteso per il prossimo 8 dicembre.

Forex: EUR/USD sotto la parità? Analisi tecnica

Una nuova discesa del cambio euro-dollaro potrebbe non solo portare nei prossimi mesi alla parità tra le due valute, ma anche al di sotto. La lunga fase laterale della major che dura ormai da oltre un anno sembra giunta al capolinea e una seconda fase ribassista sarebbe perfettamente in linea con la divergenza di politiche monetarie tra Stati Uniti ed Eurozona:

  • Negli USA, Janet Yellen e la Federal Reserve si apprestano ad aumentare ulteriormente il tasso d’interesse. La decisione potrebbe avvenire entro la fine del 2016 o poco più tardi, ma in ogni caso la linea guida statunitense è tracciata, i dollari in circolazione diminuiranno e il loro valore tende già a salire.
  • Nell’Eurozona, Mario Draghi e la Banca Centrale Europea continuano ad immettere liquidità nel sistema economico e, contro le resistenze provenienti dalla Bundesbank e dal fronte tedesco, il QE è stato dapprima potenziato, poi prolungato ed ora sta per essere ulteriormente esteso.

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La trend-line di lungo periodo che ha supportato i minimi dal 2000 fino a pochi giorni fa è stata rotta proprio nel corso della settimana appena conclusa. Il livello tecnico 1.0575 segna un momento cruciale: una volta rotto al ribasso, la coppia EUR/USD potrebbe davvero intraprendere la corsa verso il livello di parità che non viene toccato dal lontano 2002.

L’ultima fase laterale si presenta come una grande figura di consolidamento che sta per essere rotta. Qualora il breakout avvenisse (e il contesto macroeconomico non manca), potrebbe ripetersi una discesa di dimensioni paragonabili a quella avvenuta tra il 2014 e il 2015 e portare il cambio euro-dollaro addirittura fino ai livelli tecnici di 0.8825 e 0.8475. Per gli esportatori europei sarebbe una grande notizia.

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