Forex, le opportunità di trading della prossima settimana

Settimana concitata per il forex, le numerose notizie che si sono susseguite hanno influenzato in misura notevole i mercati finanziari con il risultato di indebolire il dollaro su tutti i fronti, ecco che direzione prendono le coppie di valute e cosa aspettarci dalla prossima settimana.

I prossimi giorni saranno dominati non solo dal calendario economico, ma anche e forse soprattutto dal calendario politico, con le elezioni presidenziali USA alle porte e il “pericolo Trump” che si fa più reale.

Forex: tra Trump e NFP, crolla il dollaro

La posizione dei mercati riguardo le elezioni USA 2016 sembra essere chiara e il candidato preferito dagli investitori appare evidente. Le voci diffuse nei giorni passati, circa la possibilità che Trump possa essere ancora realmente in corsa per la Casa Bianca, hanno fatto sì che il dollaro statunitense perdesse terreno contro tutte le valute principali mondiali. In aggiunta, nonostante dati generalmente positivi sullo stato dell’economia statunitense, i Non-Farm Payrolls (NFP) di ieri hanno deluso le aspettative degli analisti, contribuendo all’indebolimento del biglietto verde.

Forex, outlook della prossima settimana

Il cambio euro-dollaro (EUR/USD) ha appena iniziato la sua possibile corsa verso il target di 1.1476, resistenza dell’area di congestione in cui la major oscilla addirittura dal gennaio 2015. La coppia sterlina-dollaro (GBP/USD) è vicina al suo primo obiettivo a quota 1.2614 dopo una forte impennata sostenuta dalla possibile frenata in tema Brexit.

Fino al risultato delle elezioni presidenziali di martedì 8 novembre è possibile che a dominare i mercati sia l’incertezza e, con buona probabilità, una volatilità dovuta ai vari sondaggi che si susseguiranno. Ma una situazione interessante si presenterà mercoledì sera, quando la Reserve Bank of New Zealand si esprimerà sul tasso d’interesse neozelandese.

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NZD/USD, analisi tecnica

Il cambio dollaro neozelandese-dollaro statunitense ha guadagnato ben 165 pip nella scorsa settimana, rompendo al rialzo ben due forti resistenze a quota 0.7206 e 0.7302, corrispondenti anche a due soglie psicologiche importanti. La ripidità del trend fa però pensare alla possibilità che possa avere presto inizio una fase di ripiegamento. Proprio la candela di venerdì 4/11 potrebbe essere il segnale tecnico atteso, disegnando un hanging man che potrebbe riportare la quotazione di NZD/USD al di sotto di 0.7302.

All’analisi tecnica si affianca l’analisi fondamentale: secondo le attese, il prossimo mercoledì 9/11 la RBNZ potrebbe abbassare il tasso d’interesse in Nuova Zelanda dal 2% all’1,75%, una mossa di politica monetaria opposta alla direzione intrapresa quest’anno dalla FED negli USA. Questa divergenza di scelte potrebbe quindi dare origine a forti spinte ribassiste, con i primi traguardi sui supporti di 0.7206, 0.7110 e 0.7039. Viceversa, nel caso in cui continuasse l’indebolimento del dollaro USA, sarà allora da testare il massimo dello scorso 7 settembre a quota 0.7483.

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