Sterlina, timori post-Brexit dei mercati. Cosa aspettarsi dalla BoE?

Tempi bui per la sterlina, la valuta della Gran Bretagna ha perso oltre il 20% del suo valore da soli cinque mesi a questa parte e, come se non bastasse, manca ancora traccia di significativi segnali di rimbalzo. Pesano i timori del dopo-Brexit, l’uscita del Paese dall’Unione Europea crea ancora molte incognite e gli operatori esitano a prendere posizione.

Se a giugno il cambio sterlina-dollaro (GBP/USD) aveva raggiunto quota 1.50, ad ottobre è stato toccato il minimo di 1.1876, facendo registrare livelli mai visti negli ultimi anni: la quotazione naviga nella cosiddetta area uncharted, dove il grafico dal 1992 ad oggi non presenta precedenti in grado di fornire le adeguate coordinate.

 

Il Brexit spaventa ancora, la BoE aspetta

Le incognite legate all’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea restano ancora molte e il grafico della quotazione di GBP/USD rende evidente il timore diffuso tra gli operatori riguardo la sterlina: dopo fasi in cui una coppia di valute fa registrare picchi improvvisi o crolli altrettanto bruschi, generalmente, si assiste a rapidi cambi di direzione in cui i trader trovano profittevole entrare ed uscire dal mercato in tempi brevi, questa volta non si è verificato nulla di simile.

Esiste la possibilità che la Gran Bretagna voglia addirittura beneficiare da un tasso di cambio favorevole al suo export. Giovedì prossimo, 3 novembre, la Bank of England si esprimerà sul tasso d’interesse ed è molto probabile che lo manterrà stabile allo 0,25%, evitando quindi tentativi di sostenere la valuta tramite manovre sui tassi.

GBP/USD, analisi tecnica

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La major sterlina-dollaro ha mostrato in questo inizio settimana una timida tendenza rialzista, muovendo in direzione di 1.2331 dopo aver poggiato sul supporto a quota 1.2131. Un range già battuto tra il 17 e il 18 ottobre, ma presumibilmente sarà proprio questo tetto a fare la differenza tra un’inversione di tendenza e la prosecuzione del trend ribassista.

La correzione tecnica in corso, infatti, è ancora priva di forti e chiari segnali che indicano un trend positivo in fase di avvio, ma la rottura al rialzo di 1.2331 potrebbe significare la chiusura di un doppio minimo in grado di spingere il prezzo della sterlina verso il 23.6% del ritracciamento di Fibonacci disegnato tra il massimo del 23 giugno e il minimo del 6 ottobre, a quota 1.2616. Viceversa, qualora il breakout non riuscisse, potremmo aspettarci una nuova discesa: a tal proposito sarà cruciale assistere alla reazione del mercato alla decisione di questo giovedì da parte della Bank of England sul tasso d’interesse, che potrà dare origine a momenti di intensa volatilità.

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3 pensieri su “Sterlina, timori post-Brexit dei mercati. Cosa aspettarsi dalla BoE?

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