Petrolio verso un nuovo ribasso, cosa rischiano le borse

Il prezzo del petrolio potrebbe subìre un nuovo crollo dopo che il rimbalzo dai 26 $ al barile l’ha riportato a toccare i 51 $, l’analisi tecnica di ottobre presenta un segnale forte e già nei prossimi giorni una nuova fase ribassista potrebbe riportare in basso la quotazione del greggio e gravare sulle borse.

Saltato l’accordo ricercato dai Paesi dell’OPEC, guidati dall’Arabia Saudita, per tagliare la produzione e sostenere i prezzi, la quotazione del petrolio ha reagito bruscamente come si poteva immaginare e, di conseguenza, anche l’analisi tecnica della commodity presenta segnali di inversione di trend.

 

Petrolio, analisi tecnica

Sul grafico settimanale emerge la reazione che il prezzo ha avuto dopo l’impatto con la resistenza dei 51 $ al barile: dopo una breve fase di volatilità in cui la rottura al rialzo è fallita, la quotazione è ripiegata con molta forza fino ai 48 $, disegnando una evening star molto pronunciata.

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Questo potrebbe essere solo l’inizio di una nuova fase di discesa dei prezzi, in direzione dei supporti di 44,28 e 39,30. Viceversa, al mutare delle condizioni, la rottura della resistenza a quota 51.07 potrebbe significare un ritorno verso quota 56,46, livello abbandonato addirittura nel giugno 2015.
Anche il grafico con time-frame mensile presenta una situazione analoga, con la candela di ottobre che sta per chiudere una pin-bar ribassista generalmente presente al termine di trend positivi.

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Petrolio e mercati, cosa rischiano le borse

E’ lecito aspettarsi che una nuova fase ribassista del prezzo del petrolio possa innescare un comportamento simile anche nelle diverse borse mondiali. I mercati, infatti, risentono notevolmente degli scambi del petrolio, per il fatto che alcune tra le aziende più capitalizzate sui mercati azionari siano proprio legate al mercato energetico.

Viene da sé che, nel momento in cui il mercato petrolifero divenisse meno remunerativo, il valore delle azioni delle aziende legate al petrolio diminuirebbe perché minori sarebbero le aspettative degli investitori. La conseguenza più evidente potrebbe quindi essere una discesa dei principali indici azionari.

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